1. “La neurodiversità è una malattia da curare” — ❌ Falso
Verità:
La neurodiversità non è una malattia, ma un concetto che riconosce la naturale varietà del funzionamento neurologico umano. Comprende condizioni come autismo, ADHD, dislessia, discalculia, Tourette, ecc.
➡️ L’obiettivo non è “curare”, ma capire, valorizzare e supportare queste differenze.
2. “Tutte le persone neurodivergenti hanno disabilità evidenti” — ❌ Falso
Verità:
Molte persone neurodivergenti hanno abilità invisibili e funzionano bene in molti contesti. Alcuni possono avere difficoltà specifiche, ma non significa essere meno capaci o avere sempre una disabilità.
➡️ Serve flessibilità nei contesti scolastici, lavorativi e sociali, non pietà o esclusione.
3. “Chi è neurodivergente è meno intelligente” — ❌ Falso
Verità:
Intelligenza e neurodivergenza non sono collegate in modo lineare. Una persona autistica può avere un QI sopra la media, un ADHD può essere altamente creativo, e una persona con dislessia può eccellere in pensiero visivo o pratico.
➡️ Il problema è l’adattamento dell’ambiente, non l’intelligenza.
4. “Essere neurodivergenti è sempre un ostacolo” — ❌ Falso
Verità:
Molte persone neurodivergenti hanno punti di forza unici: attenzione ai dettagli, pensiero fuori dagli schemi, memoria visiva, onestà, o iperfocalizzazione.
➡️ In ambienti inclusivi, questi tratti possono diventare risorse preziose, non limiti.
5. “La neurodiversità riguarda solo i bambini” — ❌ Falso
Verità:
La neurodivergenza non sparisce crescendo. Molti adulti ricevono diagnosi solo in età avanzata e si portano dietro anni di incomprensioni, adattamenti forzati e burnout.
➡️ Serve riconoscere e supportare anche gli adulti neurodivergenti, soprattutto nei luoghi di lavoro e nella vita quotidiana.
In sintesi:
La neurodiversità è parte della varietà umana, non qualcosa da “correggere”. Sfatare questi miti è fondamentale per creare una società realmente inclusiva.
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