Cos’è la NeuroDivergenza? Un’introduzione semplice

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Il termine neurodivergenza descrive il fatto che esistono diverse configurazioni neurologiche — cioè diversi modi in cui i cervelli delle persone funzionano — e che questa diversità è naturale, umana e non patologica in sé.

Così come esistono diversità fisiche, culturali o linguistiche, esiste anche una diversità neurologica. Essere neurodivergenti non è una diagnosi, ma un modo per descrivere un’identità o una condizione neurologica diversa.

L’idea centrale della neurodivergenza è che queste differenze non sono difetti da correggere, ma varianti legittime dell’essere umano. Questo non significa negare le difficoltà: molte persone neurodivergenti affrontano sfide quotidiane importanti, specie in un mondo progettato per i neurotipici. Ma significa riconoscere che il problema non è nella persona, bensì spesso nell’ambiente e nella mancanza di comprensione sociale.

Parlare di neurodiversità ci aiuta a promuovere inclusione e diritti per tutte le persone, indipendentemente dal loro modo di pensare o percepire il mondo. Superare pregiudizi, etichette sbagliate e discriminazioni. Cambiare la scuola, il lavoro, i servizi pubblici, rendendoli accessibili a tuttə.

La neurodiversità non riguarda solo chi è “diagnosticato”, ma tutta la società: perché una società che valorizza la diversità è migliore per chiunque.

La neurodiversità ci invita a cambiare prospettiva: non più “normalità contro anormalità”, ma diversità come valore.

Comprendere queste differenze è il primo passo per costruire un mondo più umano, più flessibile e più giusto.Se questo articolo ti ha incuriosito, continua a seguirmi: nei prossimi post parleremo di miti da sfatare, esperienze personali e strategie per rendere spazi più neuro-inclusivi.

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