Informazioni

Ciao, sono una psicologa e psicoterapeuta in formazione, con un approccio cognitivo-interpersonale.
Sono anche una persona neurodivergente, e per tanto tempo ho cercato un modo per stare al mondo senza dovermi adattare a forza.
Questo blog nasce da lì: dal bisogno — mio e, forse, anche tuo — di uno spazio in cui potersi sentire interi, anche nelle parti che fanno fatica.

Scrivo di neurodivergenza. Scrivo perché credo che parlarne con onestà, senza filtri patinati e senza giudizio, possa fare bene.
Perché certe parole, dette nel modo giusto, possono diventare casa.

Qui non troverai ricette rapide o soluzioni universali, ma riflessioni aperte, pensieri gentili e la volontà sincera di costruire uno spazio sicuro, dove anche chi si è sempre sentito “diverso” possa riconoscersi.
Non serve essere perfetti, funzionali o “giusti”: sei benvenutə così come sei.

Diario a bassa voce nasce dal bisogno di raccontare la neurodivergenza non come un errore da correggere, ma come un modo legittimo — e ricco — di esistere. Nasce per restituire parole a chi spesso viene interrotto, per offrire ascolto a chi parla piano o in modi non convenzionali. Diario a bassa voce nasce per contrastare una cultura che pretende uniformità nei pensieri, nei comportamenti, nei corpi. Nasce per accogliere la complessità delle menti neurodivergenti, per riconoscerne la dignità, per fare spazio a voci che non gridano, ma esistono. Nasce per chi cerca parole lente in un mondo veloce. Per chi si è sentito fuori posto anche tra chi doveva capire. Nasce per dire: “non sei sbagliatə”, e forse nemmeno solə. Questo è un diario. Ma non intimo e chiuso: è un diario aperto, collettivo, neurodivergente.
Scriviamo a bassa voce, ma non in silenzio.
Perché anche ciò che è fragile può essere vero.
E anche ciò che è diverso ha diritto di parola.

Se anche tu ogni tanto ti sei sentitə fuori posto, troppo sensibile, troppo confusə o semplicemente stancə di fingere, questo posto è anche per te.